COME DIVENTARE GUIDA ALPINA: CORSI E REQUISITI

 
Molti vedono la montagna come un luogo dove trascorrere le vacanze, che sia rilassandosi tra le bellezze della natura oppure esplorando sentieri solitari, ma per qualcuno essa può rappresentare anche un’opportunità di lavoro. È il caso della guida alpina, un professionista che conosce l’ambiente montano, con le sue caratteristiche e i suoi rischi, ed è specializzato nell’accompagnare altre persone durante escursioni di diverse difficoltà.
 

Se sei un amante della montagna e ti piacciono attività come l’alpinismo e l’arrampicata probabilmente ti sarai chiesto almeno una volta come si può diventare guida alpina: in questo articolo troverai tutto quello che c’è da sapere.


Chi è la guida alpina? 

Sono molte le figure che operano in montagna, ciascuna con diversi ruoli, competenze e obiettivi. La legge italiana (l.q. 6/1989 e l. 81/1991) distingue in particolare 5 diversi tipi di “professionisti della montagna” definendone l’ambito e le modalità di esercizio dell’attività:
  • Guida alpina
  • Aspirante guida alpina
  • Accompagnatore di media montagna
  • Guida vulcanologica
  • Maestro di sci

Nonostante il suo riconoscimento normativo sia avvenuto solo nel 1989, la professione della guida alpina ha radici più antiche, tradizionalmente associate alla prima scalata del Monte Bianco ad opera di Jacques Balmat e Michel Gabriel Paccard (1786). In realtà sono documentate testimonianze di accompagnatori di montagna già nel Medioevo, infatti i “marrons”, giovani valligiani considerati i predecessori delle guide alpine, si occupavano di accompagnare i pellegrini attraverso i valichi alpini, in particolare il Colle del Gran San Bernardo da cui passa la Via Francigena.

Nel XIX secolo l’escursionismo è diventato un’attività sempre più diffusa tra l’alta borghesia e ciò ha portato alla nascita delle prime associazioni di guide alpine, come la Compagnie des guide de Chamonix (1821) e la Società Guide Alpine Courmayeur (1850). Oggi sono diffuse associazioni nazionali di guide alpine in ogni paese e molte di queste sono incluse nell’Union International des Associations de Guides de Montagnes (UIAGM), la federazione internazionale che ha l’obiettivo di uniformare i regolamenti in materia di guida alpine tra i diversi paesi e che facilita l’esercizio della professione tra i diversi paesi membri.
 

Guida Alpina in montagna
 

Cosa fa la guida alpina?

Come suggerisce il nome, la guida alpina ha il compito di accompagnare altre persone in montagna istruendole sulle tecniche alpinistiche in modo da poter godere della miglior esperienza possibile in completa sicurezza. Una buona guida alpina, inoltre, educa le persone a quelle che sono le buone pratiche della montagna, spiegando quali sono le regole di comportamento da seguire e sensibilizzando sul tema del rispetto dell’ambiente e dell’ecosistema.

A livello operativo una guida alpina è formata per intraprendere diverse attività:

  1. Alpinismo. L’ascensione su sentiero, roccia, neve o ghiaccio è una delle attività principali per una guida alpina e può prevedere ad esempio l’escursione in un ghiacciaio oppure il raggiungimento di una vetta attraverso un sentiero attrezzato. 
  2. Arrampicata. La salita su pareti di roccia o ghiaccio è un’attività che richiede tecnica e precisione e sfrutta strumenti specifici come corde, imbragatura e caschetto. 
  3. Scialpinismo. La salita e la discesa in ambienti montani innevati (fuori pista) con apposito equipaggiamento composto da sci e da pelli di foca.

Oltre a queste discipline una guida alpina può decidere di specializzarsi in altre attività seguendo dei corsi specifici come ad esempio il canyoning o il freeride.

Le guide alpine possono esercitare la propria professione sia da liberi professionisti che nell’ambito di una scuola di alpinismo e possono svolgere non solo attività di accompagnamento ma anche di insegnamento, di consulenza o di collaborazione.

 

Come si diventa una guida alpina?

Per diventare guida alpina la passione per la montagna potrebbe non essere sufficiente. Per esercitare la professione, infatti, è richiesta una formazione molto specifica, devono essere rispettati alcuni requisiti ed è necessario superare un esame composto da diverse prove, sia teoriche che pratiche.

L’iter che porta al conseguimento del titolo di guida alpina, inoltre, consiste in una prima fase in cui si diventa Aspirante Guida Alpina e successivamente prevede un periodo di tirocinio che porta all’abilitazione alla professione.

I requisiti di accesso

Per avere accesso al corso da aspirante guida alpina è necessario superare una prova attitudinale. Per poter sostenere questo test di selezione, tuttavia, devono essere rispettati i seguenti requisiti:

  • Essere cittadini italiani o di un altro paese dell’Unione Europea
  • Aver compiuto almeno 18 anni
  • Essere in possesso del diploma di scuola superiore
  • Essere in uno stato di salute idoneo certificato da un medico
  • Non aver riportato condanne penali che comportino l’interdizione, anche temporanea, dall’esercizio della professione, salvo che non sia intervenuta la riabilitazione
  • Aver svolto attività alpinistica negli ultimi 5 anni (deve essere redatta tramite dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, secondo l’articolo n. 47 del D.P.R. del 28 dicembre 2000 n. 445).


Selezione e prove di ammissione

Se si è in possesso di tutti i requisiti richiesti è possibile iscriversi alla prova attitudinale per diventare aspirante guida alpina. L’iscrizione alla selezione, tuttavia, può essere fatta solo nel momento in cui viene aperto un bando da un collegio regionale.

La prova attitudinale è composta da:

  • Un esame scritto e/o un colloquio
  • Un esame pratico composta da più prove

La scelta tra esame scritto o colloquio è determinata dal collegio regionale di riferimento anche se è più frequente si opti per la modalità di verifica orale. Nel caso di test scritto possono essere sviluppate domande su turismo, geografia, storia locale e storia dell’alpinismo, flora e fauna locali, meteorologia, topografia e primo soccorso. Nel caso siano previste sia la prova scritta che il colloquio chi è già accompagnatore di media montagna o maestro di sci è esonerato dallo svolgimento del test.

 L’esame pratico è invece un test impegnativo che si articola in diverse prove:

  • Arrampicata sportiva. Il candidato deve effettuare due salite a vista, anche su parete artificiale, su percorsi di difficoltà non inferiore a 6b (scala francese). 
  • Arrampicata classica. Il candidato deve effettuare alcuni tiri di corda da capo cordata su parete con difficoltà non inferiore al 5° grado della scala U.I.A.A. utilizzando zaino, imbracatura e scarpe ramponabili. 
  • Prova di misto. Il candidato deve effettuare degli esercizi su un percorso misto (roccia, ghiaccio, ecc) utilizzando imbracatura, ramponi e piccozza. 
  • Prova di sci-alpinismo. Il candidato deve effettuare una serie di esercizi su vari tipi di neve, sia in pista che fuori pista e sia in discesa che in salita, portando zaino, imbracatura e attrezzatura sci-alpinistica.

Le prove che compongono l’esame pratico sono valutate da un’apposita commissione che deciderà quindi se il candidato è adatto o meno ad accedere al corso di formazione.


Guida Alpina su percorso in salita
 

Corso per Aspirante Guida Alpina e brevetto

Se un candidato è in possesso dei requisiti di accesso e ha superato l’esame pratico ha diritto ad iscriversi al corso Interregionale di formazione per Aspirante Guida Alpina, che viene organizzato ogni due anni e ha una durata di un anno e mezzo.

Gli insegnamenti proposti ai candidati coprono diverse materie suddivise in moduli, ciascuno dei quali può essere svolto in più giornate e può prevedere sia una formazione teorica che pratica. Le materie di studio del corso sono le seguenti:

  • Leggi e norme
  • Attrezzature e sicurezza
  • Topografia e orientamento
  • Aspetti medici
  • Meteorologia
  • Nivologia 
  • Didattica generale
  • Marketing
  • Cultura alpina
  • Geologia e glaciologia
  • Botanica
  • Zoologia
  • Sicurezza e autosoccorso
  • Roccia (livelli 1, 2, 3)
  • Ghiaccio (livelli 1, 2, 3)
  • Scialpinismo (livelli 1, 2, 3)

Il corso di formazione non prevede solo una fase di apprendimento ma anche una fase di valutazione in cui i candidati devono superare esami teorici e pratici al fine di dimostrare le proprie competenze e capacità.

Al termine del percorso formativo le aspiranti guide alpine devono dimostrare:

  • la sufficiente capacità di condurre in sicurezza singoli e/o gruppi in ascensioni alpinistiche e scialpinistiche, anche di più giorni consecutivi, e di provvedere alla gestione di eventuali emergenze; 
  • la sufficiente capacità didattica e dimostrativa in relazione alla metodologia di insegnamento delle diverse discipline.


Guida Alpina Maestro di Alpinismo

Portare a termine il corso di formazione per aspirante guida alpina non è sufficiente per essere riconosciuti a tutti gli effetti come guida alpina. Per ottenere il grado più elevato della professione, infatti, è necessario seguire il corso di Guida Alpina – Maestro di Alpinismo.

Un’aspirante guida alpina può accedere a questo corso se rispetta le seguenti condizioni:

  • Ha ottenuto l’abilitazione di aspirante guida alpina da almeno 2 anni (e da non più di 10)
  • Ha svolto attività di accompagnamento per 2 anni con un minimo di 140 ore di esperienza
  • Ha compiuto 21 anni

I requisiti sopra elencati permettono di avere accesso al corso teorico-pratico di 320 ore che si sviluppa in circa 28 giorni, al termine del quale è previsto un esame orale per la verifica delle competenze acquisite. Superando l’esame il candidato può iscriversi all’albo del Collegio regionale delle Guide Alpine ed essere quindi riconosciuto come Guida Alpina a tutti gli effetti.

La certificazione di Guida Alpina riconosce a livello normativo il ruolo del professionista che ha conseguito il titolo e ne giustifica la retribuzione in base a quanto stabilito dalla legge n. 6 del 1989. Grazie all’iscrizione all’albo, inoltre, una guida alpina potrà accompagnare le persone in escursioni più difficili e con alto livello di rischio e potrà insegnare le materie alpinistiche anche al di fuori delle scuole autorizzate.

È bene tener presente che la formazione di una guida alpina è in continuo aggiornamento infatti chi esercita questa professione è tenuto a frequentare un corso di aggiornamento ogni 3 anni.

 

Quanto guadagna una guida alpina?

Lo stipendio di una guida alpina è variabile e dipende da diversi fattori.

Prima di tutto è bene sapere che una guida alpina può lavorare in proprio oppure come dipendente, questo influisce sui guadagni a livello fiscale e può comportare benefici o svantaggi a livello lavorativo in termini di autonomia e di libertà di organizzazione. La maggior parte delle guide sono lavoratori autonomi che, vista la stagionalità della professione, hanno anche un secondo lavoro.

La stagionalità è dunque un fattore che influenza molto i guadagni di un professionista della montagna infatti ci sono periodi di alta stagione in cui l’affluenza di turisti è maggiore e periodi di bassa stagione in cui la domanda è inferiore.

Per quanto riguarda la tariffa per persona richiesta da una guida alpina è bene sapere che alcuni gruppi di guide, e più in generale i collegi regionali, prevedono un tariffario a cui i professionisti della montagna devono fare riferimento. Il tariffario solitamente tiene conto della zona, del periodo dell’anno, del tipo di escursione e del numero di partecipanti. Per quanto riguarda invece i professionisti che lavorano in proprio il prezzo delle escursioni può variare anche in base all’esperienza della guida e alla capacità che questa ha di promuoversi.

In generale si può affermare che una guida alpina esperta possa guadagnare fino ad una media di €600,00 a settimana mentre una guida meno esperta possa guadagnare intorno ai €200 a settimana.

Nel caso in cui una guida alpina esperta operi in zone turistiche in un periodo di alta affluenza, con una buona promozione personale potrebbe realisticamente guadagnare fino a €250,00 al giorno.

 

Scarponi da alpinismo Garmont

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