Come prepararsi per un cammino: i consigli dell’esperto


I cammini – ovvero trekking di più giorni di varia difficoltà – stanno vivendo un momento di grande successo. Sempre più persone scelgono infatti di mettersi alla prova con questo tipo di viaggio, che unisce prestazione fisica e esplorazione del territorio. Ma come prepararsi per un cammino, per non rischiare poi di trovarsi in difficoltà lungo il percorso? Lo abbiamo chiesto a Simone Barletta, accompagnatore di media montagna ed esperto di cammini in Italia centrale.

Programmare un cammino

Dicembre non è sicuramente il periodo migliore per i trekking di più giorni, ma lo sicuramente è per programmare un cammino per la prossima estate. Sempre più persone scelgono infatti questo tipo di viaggio per trascorrere le proprie vacanze in modo alternativo, all’insegna della lentezza e della scoperta. Che si decida di affrontare un percorso in solitaria, con un gruppo di amici o di affidarsi a una guida è bene prepararsi con largo anticipo – e questo è senz’altro il momento perfetto per iniziare.



La cosa principale da tenere in considerazione per programmare un cammino è che il periodo migliore per dedicarsi a questa attività va da maggio a ottobre, per motivi legati alle ore di luce a disposizione, alle temperature e al meteo. Questa è ovviamente una considerazione generale, ogni percorso va poi valutato in base alla propria posizione e alle proprie caratteristiche.

Quale preparazione serve per mettersi in cammino?

Naturalmente la prima esigenza da rispettare è quella di avere un’adeguata preparazione all’attività escursionistica continuativa di più giorni, con percorsi variabili in sviluppo e dislivello e con zaino in spalla più o meno pesante a seconda della tipologia di cammino.
È importante quindi iniziare ad allenarsi per il cammino con uscite regolari in ambiente e, man mano che la condizione fisica migliora, percorrere sentieri con caratteristiche tecniche – ovvero sviluppo chilometrico, dislivelli in salita e discesa, difficoltà escursionistica - in linea con quelle del cammino scelto.

Lo zaino dovrà essere adeguato alle esigenze dettate dalla modalità del cammino scelto, come vedremo in seguito, ma in ogni caso dovrà avere una capienza compresa tra i 30 e i 50/60 litri.
Sarà importante, quindi, durante la fase di allenamento, raggiungere l’obiettivo di portare in spalla lo zaino con tutto l’equipaggiamento necessario ordinatamente riposto all’interno.

Ricordiamo che nei gruppi organizzati è generalmente previsto il trasporto bagagli, cosa che consente di portare con sé uno zaino da 30/40 litri al massimo. In sintesi, in un viaggio di questo tipo, si porta in spalla durante il cammino solo uno zaino con il necessario per la giornata, mentre l’organizzazione si preoccupa di far trovare il bagaglio vero e proprio a ogni arrivo di tappa.



Altro fattore da non trascurare è la familiarità nell’utilizzo dei bastoncini telescopici.
I bastoncini da trekking, spesso sottovalutati, sono invece un importante strumento nella progressione escursionistica e, se utilizzati con la giusta tecnica, riducono notevolmente il carico del proprio peso e dello zaino sulle articolazioni. Inoltre, assicurano una maggiore stabilità soprattutto lungo percorsi impervi, in prossimità di guadi o di terreni fangosi. Esistono in rete molte informazioni sull’utilizzo dei bastoncini da trekking che sarebbe opportuno approfondire.

Infine, essenziale è la motivazione personale, la voglia di portare a termine quanto iniziato, la determinazione nell’affrontare il cammino. In poche parole, esserci con la testa, concentrati sul proprio obiettivo finale.

Personalmente conduco diversi gruppi in cammino nel corso dell’anno e durante la fase di incontro, conoscenza diretta e presentazione del programma, oltre a ribadire tutto quanto descritto nel programma specifico, scruto chi mi sta di fronte cercando punti di forza e punti di debolezza utili per farmi un quadro più o meno completo e oggettivo sulla composizione del gruppo. Più di una volta mi è capitato di sbagliare (per fortuna!) e considerare come una grande sfida con me stesso quella di riuscire a portare tutti i partecipanti fino alla fine del trek, per poi dover rivedere la mia prima impressione. Ho trovato infatti camminatori, che esili, appesantiti o non troppo ben equipaggiati, portavano con loro due doti non individuabili se non una volta in viaggio: l’abitudine al cammino e una forte determinazione personale, che li hanno sostenuti fino alla fine del percorso.

Cosa metto nella valigia per un cammino?

A differenza dei trekking residenziali o di giornata, preparare la valigia per un cammino (con bagaglio trasportato) diventa una sfida di tutto rispetto. Non è certo semplice racchiudere il nostro mondo in un trolley poco ingombrante che anticiperà i nostri passi.
Nel bagaglio ideale il contenuto sarà completamente utilizzato, con la sola eccezione dell’attrezzatura dedicata agli imprevisti. Per raggiungere questo obiettivo è necessario concentrarsi sul concetto di essenziale, che ci guiderà nell’individuare ciò che è davvero fondamentale per il nostro viaggio.

Personalmente non dedico ormai molto tempo alla preparazione della valigia, perché con l’esperienza ho imparato a concentrarmi sullo stretto indispensabile. Tanto, dopo una lunga giornata di cammino, resta ben poco spazio per darsi alla ‘mondanità’: l’arrivo nella struttura ricettiva, una doccia, una ricca cena e poi di norma si va subito a letto.

Comodità, versatilità, traspirabilità e rapida asciugatura sono caratteristiche dei capi tecnici che si riscontrano ormai anche nell’abbigliamento detto “travel”. Questo ci permette di creare il giusto equilibrio tra i due mondi, quello del trekking e quello del viaggio, che nel cammino si fondono e susseguono per diversi giorni.

Con i capi tecnici, diventa anche più facile ridurre la quantità di panni sporchi. Se le temperature lo consentono, si possono lavare i capi alla sera per averli pronti e asciutti al mattino, basta avere l’accortezza di mettere in valigia del detersivo liquido per lavaggi a mano.

Infine, sono necessarie due paia di scarpe. Il primo paio, strutturato e con membrana anti-acqua e antivento, è indispensabile per le attività giornaliere e può essere alto, mid o basso a seconda del periodo e della difficoltà del cammino. Come modello di riferimento possiamo prendere il Toubkal GTX di Garmont, ideato proprio per il backpacking. Il secondo paio deve essere comodo e leggero, una scarpa da light hiking o da avvicinamento come la 9.81 N AIR G S GTX, confortevole e versatile, da usare durante le soste e nelle tappe meno impegnative.

Cosa metto nello zaino per un cammino?

Per dare una risposta utile e breve nello stesso tempo, mi limiterò a elencare il necessario da portare nello zaino a seconda che il cammino intrapreso sia il classico viaggio zaino in spalla (avete mai sentito parlare di backpacking?) oppure un più comodo cammino con servizio di bagaglio trasportato.
In entrambi i casi, serve uno zaino di buona qualità e adatto allo scopo, che potrà esservi consigliato in un qualsiasi negozio abbigliamento e attrezzature outdoor. Non dimenticate però che il peso dello zaino sommato all’attrezzatura da riporvi non dovrebbe superare il 10% del vostro peso corporeo.



​​​​​​​Vediamo quindi cosa mettere nello zaino per un cammino:
  • Zaino in spalla (zaino da 50/60 Litri) per un cammino di 5/6 giorni
Carta escursionistica, bussola, gps, powerbank, lampada frontale, kit pronto soccorso, telo termico, binocolo, fascette da elettricista e nastro telato tipo americano (sempre utili), sacco lenzuolo (se si dorme in rifugio/ostelli) oppure tenda, materassino e sacco a pelo, borraccia e cibo, posate da campeggio, sapone liquido per bucato, asciugamano in microfibra, beauty case, abbigliamento intimo di ricambio, maglia tecnica, pantalone, pile, piumino 100g, guscio impermeabile e antivento. 
  • Zaino per tratta giornaliera (26/40 litri), con bagaglio a mano trasportato
Carta escursionistica, bussola, gps, powerbank, lampada frontale, kit pronto soccorso, telo termico, binocolo, fascette da elettricista e nastro telato tipo americano (sempre utili) borraccia e cibo, piumino 100g, guscio in guscio impermeabile e antivento.

A questi elenchi piuttosto esaustivi andrebbe aggiunto solo lo stretto indispensabile legato alle proprie esigenze. In ogni caso, tutto va rigorosamente riposto in scomparti a tenuta stagna per garantire ordine, praticità e impermeabilità a tutto il contenuto.
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Ringraziamo Simone per i preziosi consigli su come prepararsi per un cammino. Ora, non ci resta che scegliere la nostra meta. E, nel caso foste in cerca di ispirazione, perché non date un’occhiata ai nostri consigli sui 10 cammini da non perdere tra Abruzzo e Molise
 

Simone Barletta è Accompagnatore di Media Montagna e Maestro di Escursionismo iscritto al Collegio Guide Alpine Abruzzo, operatore accreditato dell’Ente Autonomo Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise per l’educazione ambientale e istruttore di Nordic Walking. Cura personalmente, con passione, le attività di Atropa Trekking.

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